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venerdì 11 agosto 2017

Quel che credi... vedi

Vedi come tu credi

Se non lo vedi, se non lo noti, se non te ne accorgi...  
per te nemmeno esiste!

Esiste solo nel momento in cui prende forma nella tua testa.


💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

lunedì 7 agosto 2017

Formula magica per ottenere ogni cosa

Un pochino di magia non disturba mai... ne abbiamo tutti bisogno di tanto in tanto! 

Il testo qui sotto lo avevo salvato e archiviato tempo fa e me ne sono completamente dimenticata fino a quando, recentemente, l'ho visto pubblicato, in forma ridotta e con qualche piccola variazione, in un altro sito. E allora sono andata a ripescare l'articolo originale. 



LA FORMULA PER OTTENERE OGNI COSA

Io desidero la tal cosa, in armonia con tutto il mondo e in accordo con la Volontà Divina, guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi. Grazie Padre per avermi ascoltato”.

Dopo averla usata non dubitare neppure un solo istante. Hai impiegato la formula magica e non tarderai a vederne l’effetto manifestato nella tua vita. Abbi pazienza. Più aspetti tranquillamente e prima ne vedrai il risultato. L’impazienza e la tensione sono infatti in grado di distruggere l’effetto della formula che hai utilizzato.

Ora ti spiegherò che cosa hai fatto utilizzando questa formula.

Nel dire: “in armonia con tutto il mondo” hai eliminato il pericolo di poter danneggiare qualcun altro. Nel dire “in accordo con la volontà Divina”, hai permesso che ciò che hai chiesto ti sia dato solo se ti sarà realmente benefico. Potrebbe infatti succedere che quello che desideri non sia ciò che realmente ti serve: ottenerlo potrebbe perciò risultare meno positivo di quanto speravi.

La volontà di Dio è perfetta.

Le parole: "guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi", mostrano la generosità del tuo cuore e fanno in modo che il tuo desiderio sia benefico anche ad altre persone.

Permettimi di darti un esempio di quello che può accadere quando non si chiede di essere guidati dalla Grazia e non si pensa a ciò che la nostra richiesta potrebbe causare a qualche altra persona.

Una signora aveva urgentemente bisogno di una somma di denaro e la chiese precisando che le era necessaria per il giorno 15 del mese. Aveva assolutamente fede di riceverla, però il suo egoismo e la sua indifferenza fecero in modo che lei chiedesse la somma per sé stessa senza considerare anche le persone attorno a lei. Il giorno seguente un automobile storpiò sua figlia e il giorno 15 del mese ricevette la somma esatta che aveva chiesto. Gliela pagò la Compagnia d’assicurazione per l’incidente della figlia. Ella, in quel modo, fece un’azione egoistica che era sia contro la legge che contro se stessa. 


Chiedere “guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi”, significa agire in conformità con le Leggi spirituali.

Nel piano spirituale, infatti, tutto è perfetto, senza ostacoli, senza inconvenienti, senza inciampi né danni per alcuno, senza lotte né sforzi; tutto avviene naturalmente, con grande amore. È questa la Verità da comprendere e coltivare. Il conoscere questa Verità rende liberi.

"Grazie Padre per avermi ascoltato", è la più alta espressione di fede che possiamo manifestare. Gesù la insegnò e l’applicò in tutto il suo ministero: prima di dividere il pane con cui sfamò i 5.000 e prima di insegnare come trasformare il vino in un simbolo del suo cruento sacrificio. Egli aveva molta fede e ringraziò il Padre prima ancora di aver visto realizzate le sue preghiere. Come vedremo in seguito, tutto l’insegnamento di Gesù fu metafisico.

Tutto quello che desideri, tutto quello che ti occorre, lo puoi ottenere. Il Padre ha già previsto tutto, ha già dato tutto, ma bisogna chiederlo man mano che se ne avverte la necessità.

Devi solo ricordare che non puoi chiedere qualcosa di male per qualcun altro perché il male richiesto ritornerà a te. Tutto quello che chiedi per te devi chiederlo anche per tutta l’umanità perché siamo tutti figli dello stesso Padre.

Un’altra cosa: non chiedere meno di quanto hai bisogno. Il Padre è molto generoso e non apprezza la meschinità. Non dire: “Ah, Dio mio, dammi una casetta. Ti chiedo solo una casetta, anche piccola”, quando, in realtà, hai bisogno di una casa grande perché la tua famiglia è numerosa! Non riceverai quello che chiedi perché non è in accordo con quanto ti è necessario. Chiedi invece: “Padre, dà a me e a tutta l’umanità tutte le meraviglie del tuo Regno”.

E adesso passiamo alla parte pratica.

Innanzitutto fai un elenco delle cose utili che desideri o che ti servono e numera tutti gli oggetti e le cose. Poi, fai un altro elenco a fianco di quello precedente, elencando e numerando le cose che desideri vedere sparire in te o intorno a te.

Nello stesso foglio scrivi anche la formula: “Io desidero la tal cosa, in armonia con tutto il mondo e in accordo con la Volontà Divina, guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi. Grazie Padre per avermi ascoltato”.

Il lavoro preliminare è terminato, ora devi leggere il foglio tutte le sere, leggerlo con fede senza coltivare neppure il più piccolo dubbio. Dopo averlo letto ringrazia di cuore facendo conto di aver già ricevuto ciò che hai richiesto. Giorno dopo giorno cancellerai dagli elenchi ciò che vedrai realizzarsi. Alla fine, quando vedrai che le tue richieste si sono realizzate, non fare l’errore di pensare che le avresti ottenute comunque, sarebbe una menzogna.

Le hai ottenute perché le hai chieste nel modo corretto e il mondo circostante si è assestato per lasciartele arrivare.

Nel libro L’Alchimista, vi è un vecchio saggio che dice a un ragazzo: “Esiste una grande Verità su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà, è perché questo desiderio è nato nell’Anima dell’Universo, questa cosa rappresenta la tua missione sulla Terra… Quando desideri qualcosa tutto l’Universo cospira affinché tu possa realizzare il tuo desiderio” (Paolo Coelho)

Estratto da La Metafisica per tutti di Conny Mendez. Un programma per la realizzazione personale – Scritto da Mario Rizzi per viveremeglio.


Come avrai avuto modo di notare, la tecnica è molto semplice e, come ogni tecnica del suo genere, si riallaccia ai principi della Legge di Attrazione. Infatti è anche molto simile ai "101 desideri" di Igor Sibaldi. Se non la ricordi o non la conosci, non sai proprio cosa sia, ti rimando ad un mio vecchio post al riguardo: Chiedi e ti sarà dato... 101 desideri 


💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

lunedì 31 luglio 2017

Condizionamenti


Cronaca sconclusionata di un giorno d'estate.

Ultimo giorno di luglio, lunedì.
Fa caldo, troppo caldo, e sono un soggetto a rischio. 
Il caldo lo mal sopporto, da sempre.

Stamattina sono uscita, ho svolto le commissioni che dovevo fare.
Sono passata indifferentemente dall'aria condizionata quasi a manetta di certi uffici e il caldo bollente che saliva dall'asfalto.
Non ho bevuto nemmeno un sorso d'acqua.
Sto bene!

Compiaciuta da ciò, mi sto aggirando per casa quando, dal volume troppo alto di una radio, mi arriva la notizia che fa caldo e lo farà anche nei prossimi giorni. Bella forza, siamo in estate!
Ditelo agli speaker di tutti i canali audio e video: fa caldo perchè siamo in estate!

Ė pazzesco, tutti gli anni la stessa solfa: caldo eccezionale in estate e freddo eccezionale in inverno. La voce parlante e stridula della giornalista insiste in questa opera di puro terrorismo.
Non presto piú attenzione al suo blaterare.
Sogghigno e mi avvicino ai fornelli perchė é quasi ora di pranzo.

La parola "fornelli" accende un allarme nella mia testa.
"Sei pazza? Mettersi ai fornelli col caldo che fa!? Meglio un piatto freddo, un insalata.. un melone... un riso freddo... No, il riso no, prima di freddare bisogna pur cuocerlo..."

Mi accorgo che sto sudando... "Madonnina che caldo che fa, oggi é terribile!".

In casa, tutto sommato non si sta nemmeno cosí male, c' è quasi freschino, favorito da una certa contraria e dalle persiane accostate che lasciano l'ambiente in penombra.
Fuori, a tratti, c'é anche un venticello piacevole.
Mi attardo un attimo in veranda e ribadisco che si sta bene, che sto bene.
Non c'é neppure il getto di aria calda che fuoriesce dal motore del condizionatore. Eccerto, è spento!

La radio dei vicini (o forse é la televisione) é ancora accesa, il volume è leggermente piú basso.
Stanno parlando ancora del caldo, della siccità e della Sardegna.
Sento distintamente le parole "bere molto", "bottiglietta d'acqua" e "soggetti a rischio".

Rientro e mi dirigo verso il frigorofero.
Uh, che sete mi é venuta! Che caldo!
Oggesummaria, forse ė meglio che lo accenda sul serio il condizionatore!

Morale della favola? Fate voi, tirate voi le conclusioni... io sono già abbastanza sconclusionata e accaldata di mio!

Buone vacanze e buon agosto a tutti!

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

sabato 29 luglio 2017

Novità: libri vendo

Ciao,
una piccola comunicazione di servizio per informarvi che sto mettendo in vendita alcuni dei miei (amatissimi) libri.


L'elenco dei libri lo trovate nella nuova pagina Libri vendo (barra del menu, appena sotto l'intestazione del blog).

Tutti i libri sono in ottimo stato. Alcuni sono nuovi. Quelli un po' più datati hanno le pagine leggermente ingiallite o soltanto qualche piccolissimo segno del tempo.

La maggior parte, ovviamente, tratta di argomenti a me cari, ossia: benessere, alimentazione, medicina naturale, miglioramento personale, spiritualità... Tutte tematiche largamente discusse nel blog. Ma non é escluso che ci possa essere anche altro. Vedremo.

Ho appena inizato a fare spazio, perciò al momento non c'è moltissimo. L'elenco verrà aggiornato e arricchito di altri titoli con una certa frequenza. Ogni tanto passate a dare un'occhiata!

Se state cercando un libro che vi interessa e non lo vedete, provate a contattarmi, magari ce l'ho ed è "in lista d'attesa".

A proposito, giacchè stiamo parlando...

Registratevi al sito L'Antro di Mariù www.gemmeecristalli.com. Mandatemi un messaggio, oppure specificate nelle note della registrazione che avete accettato l'invito di questo blog e riceverete uno sconto dedicato e permanente del 10 % su tutti gli articoli di catalogo.


Comunque, per qualsiasi cosa scrivetemi: antrodimariu@gmail.com
Sono a vostra completa disposizione.

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

mercoledì 26 luglio 2017

Preghiera agli Angeli

PREGHIERA AGLI ANGELI



Possa il vostro Amore accompagnarci ogni istante,
possa il vostro Amore condurci sul sentiero della verità,
possa il vostro Amore insegnarci la pazienza,
possa il vostro Amore insegnarci la speranza,
possa il vostro Amore insegnarci ad amare.


Voi siete fatti d’Amore,
voi siete fatti di speranza,
voi siete fatti di verità,
voi siete fatti di Cielo.
Siete tra di noi per aiutarci,
siete tra di noi per guidarci alla verità,
siete tra di noi per guidarci all' Amore,
e siete tra di noi per guidarci al Padre.


Che l’Amore che custodite nel vostro grande cuore sia su di me, 
per guidarmi, 
per aiutarmi, 
per aiutarmi a essere Amore, 
per avvicinarmi al Padre per scoprire che siamo tutti suoi figli, 
noi e voi creature del suo Amore.
Voi Angeli, guidatemi.


Amen.

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah


giovedì 20 luglio 2017

Kiron: Jessica l'arrabbiata

JESSICA, L’ARRABBIATA
parabola di Kiron


Jessica era una donna dolcissima, ma anche terribilmente arrabbiata. In profondità, sotto il suo aspetto dolce, ribolliva una rabbia che si ripresentava non appena ne aveva l'occasione. Era una rabbia folle, vendicativa e distruttiva; era anche una rabbia autodistruttiva che urlava nella mente di Jessica di essere indegna di vivere.

Ben pochi riuscivano a vedere la rabbia di Jessica sotto quella sua apparente dolcezza. All'esterno sembrava in un modo, ma dentro era tutt'altro, e la rabbia sembrava esplodere nei luoghi e nei momenti meno opportuni. Queste esplosioni sembravano renderla ancor più arrabbiata: come se fosse arrabbiata di essere arrabbiata! L'ultima cosa al mondo che Jessica voleva era un contegno rabbioso perciò la nascondeva ogni volta che poteva, sapendo che nella sua cultura per una donna era sconveniente.
Le sue relazioni erano un disastro. Le finiva tutte lei, con la sua rabbia esplosiva, e l'uomo non tornava. Non riusciva a controllarsi. Non sapeva se si arrabbiava per qualcosa o per un nonnulla, ma si arrabbiava. Dopo di che tornava a essere di nuovo dolce fino alla situazione successiva in cui i bottoni schiacciati avrebbero fatto uscire la rabbia. Era una cosa intensa e orribile, ma non riusciva a controllarsi e lo sapeva.

Jessica cercò aiuto e non passò molto prima di capire che la sua rabbia era dovuta a quel che le era successo da bambina, perché Jessica era stata violentata. Il modo in cui il padre l'aveva trattata emozionalmente era imperdonabile! E anche le cose che le erano state fatte in nome della lussuria erano altrettanto imperdonabili! Ogni volta che pensava a quei tempi, la sua rabbia aumentava. Come lo odiava! Jessica era fuggita da casa non appena aveva potuto e non aveva più visto suo padre. Con grande dolore di sua madre, che era morta da poco, non aveva mai detto perché se ne era andata in modo così rabbioso. Sua madre non faceva parte del problema, pensava, eppure quella cosa l'aveva separata anche da lei, e Jessica era arrabbiata anche per questo. Per lei non fu mai quell'amica che per alcune donne la madre diventa poi più tardi nella vita.

Fu così che la ricerca di Jessica di auto-aiutarsi si trasformò in un'autentica illuminazione. Incontrò un'amica che esprimeva la gioia, l'amore e la pace che lei desiderava da tanto tempo, e questa donna le presentò alcuni sbalorditivi concetti sul riconoscimento di sé e sulla responsabilità che erano logici, ma che lei continuava a far fatica ad afferrare. Jessica, comunque, capì che c'era di più nella vita che non andare in giro con quella rabbia e sperò ardentemente che il nuovo sistema di credo di quella donna l'avrebbe aiutata a sciogliersi dalla presa della rabbia liberandosene una volta per tutte.

E così, sul suo nuovo sentiero illuminato, una sera chiese ai suoi angeli e alle sue guide: «Che cosa posso fare per dissolvere questa rabbia? Che cosa?».
E i suoi angeli dritti davanti a lei, dissero: «Trova tuo padre e affrontalo!».

AAHHGH! Erano le parole peggiori che Jessica potesse sentirsi dire. L'oscurità della paura piombò come una cappa su lei. Trovare suo padre e guardarlo in faccia era l'ultima cosa che voleva fare! Si arrabbiò persino con i suoi angeli per quel suggerimento. Aveva passato notti e notti girando mentalmente la scena di come liberarsi dal ricordo di lui... e ora gli angeli le dicevano di trovarlo? NO!

Così chiese nuovamente: «Angeli e guide, che cosa posso fare per trovare la pace?».
«Trova tuo padre e affrontalo!» ripeterono. E di nuovo Jessica sentì scendere su di sé la cappa della paura. Come se fosse ancora bambina, vide i terribili occhi scuri e vogliosi del padre. Nella sua mente sentì l'odore dell'alcool, ed ebbe una paura terribile. Ciononostante, Jessica decise infine di fare ciò che le era stato detto. Disse a sé stessa: «Entrerò in questa cosa, nel momento più squallido della mia esistenza, là dove la mia vita è stata rovinata dalle azioni di mio padre. Non so cosa me ne verrà, ma cercherò onestamente di farlo».

Cercò suo padre e, con suo grande disappunto, scoprì che viveva ancora in città. Sarebbe stato più facile per lei se l'uomo non fosse stato rintracciabile, ma non fu così. Dunque, le sue paure si sarebbero realizzate. Jessica pensò dentro di sé: «Aspetterò il momento in cui sarà in casa e non ancora ubriaco. Mi vedo davanti alla sua porta: busserò senza paura e quando risponderà, gli dirò quello che penso. Gli dirò quanto è stato orribile quello che mi ha fatto. Gli farò sapere che lui è responsabile di aver rovinato la vita della mamma, di aver rovinato la mia infanzia e la mia vita con gli altri uomini! Non userò mezzi termini. Allora sarò libera».
La sera prima dell'evento, tuttavia, a Jessica successe una cosa buffa e, come spesso Dio fa, accadde all'ultimo minuto. Come l'angelo fermò la mano di Abramo mentre era di fronte alla sua peggior paura, fu così che Jessica ebbe una straordinaria visione: fu presa e portata a vedere chi era davvero suo padre. E vide l'intero quadro. Vide due ottimi amici stendere un contratto ben prima di andare sulla Terra. Vide il ruolo che aveva avuto il padre nelle sue vite passate: nell'ultima era stato un amorevole compagno, una meravigliosa e affettuosa sorella in quella precedente, e un buon amico prima ancora. Vide che tutti e due avevano adempiuto al loro contratto sul pianeta. Lui, infatti, era venuto, aveva commesso atti spregevoli ed era stato costretto a convivere con essi. Lei era venuta, era stata violentata e aveva dovuto convivere con quello. Da ottimi amici con la mente di Dio, avevano unito le loro vite in un appropriato contratto ben prima di venire qui, e ora stavano vivendo sulla Terra i loro ruoli così come li avevano entrambi progettati.

Jessica fu profondamente colpita dalla realtà della visione. Possibile che fosse davvero così? Che tutto fosse un test tra amici angelici sotto false sembianze? Come risposta, si sentì travolgere da un'enorme ondata d'amore che veniva dai suoi angeli e seppe che era proprio così. Jessica seppe anche di essere libera: la rabbia non c'era più perché aveva avuto la visione superiore dell'amore che circondava lo scopo della sua vita. Il padre le aveva facilitato il collegamento con la rabbia che rientrava nel suo test, proprio come pianificato. Ora poteva vedere che lo spettro della sua paura non poteva più stare sotto la luce della verità. La rabbia si scollegò da lei e si sentì totalmente liberata da quella paura legata a suo padre. Era stato sufficiente il semplice intento di fronteggiare la paura, proprio come il puro intento di Abramo di fare quello che gli era stato detto.
Ora Jessica, a questo punto della storia, aveva la possibilità di decidere se confrontarsi o meno con il padre. Sapeva che il suo compito era concluso e che era entrata direttamente nella sua paura. Aveva espresso un perfetto intento di fare il lavoro e di incontrarlo, ed era stata onorata con quella visione. Aveva visto l'intero quadro e la saggezza di Dio. Aveva neutralizzato una lezione di vita e ora sentiva un'incredibile pace.

Eppure Jessica si sentì spinta dall'amore ad arrivare fino in fondo. Con la sua forza e senza rabbia né senso di vendetta, si recò alla porta del padre e suonò il campanello. Quando l'uomo aprì la porta, lei vide un uomo sconfitto molto più vecchio della sua età. Aveva perso tutti i capelli e, nel riconoscerla, il suo sguardo tradì lo shock. Come lei gli fu davanti, gli occhi dell'uomo si inumidirono per l'emozione. Prima che potesse parlare, Jessica gli disse seriamente: «Papa, ti voglio bene. Grazie per aver fatto quello per cui sei venuto. Sei perdonato in tutto e per tutto. Io sono tua figlia e ora vivo in pace la mia vita». Senza aggiungere altro, lo lasciò là, da solo, a chiedersi come fosse stato possibile che fosse successo.

Jessica non poteva sapere che suo padre era un uomo depresso e abbattuto: già da tempo l'uomo, per un istinto di sopravvivenza, aveva smesso di agire in modo violento, ma la sua vita era piena di sofferenza e si sentiva indegno di vivere. Sapete, anche lui, nella sua vita, aveva avuto i suoi problemi sul riconoscimento di sé. Aveva messo in scena la sua parte e affondava nell'orrore. Sapeva che ciò che aveva fatto era imperdonabile, e tuttavia ogni notte sognava una figlia dolce che un giorno sarebbe andata da lui così che egli potesse implorare il suo perdono. Non aveva avuto la forza di cercarla, temendo fortemente il suo rifiuto, se glielo avesse chiesto. Sognava che questa figlia arrivasse alla sua porta e gli dicesse: «Papa, ti perdono». Ed era successo. Non fu più lo stesso e in breve tempo fu capace di ridere ancora. Le sue preghiere erano state esaudite: era stato perdonato da quell'unica entità umana del Piano di Dio che poteva farlo, e cominciò a sentirsi nuovamente degno.

Quella notte si salvarono due vite - si salvarono dalle tenebre della negatività e della paura che le aveva imprigionate per così tanto tempo, tutto per le sagge azioni di una figlia illuminata. Molto tempo più tardi, due buoni amici angelici scorazzavano tra le stelle raccontandosi di quando erano padre e figlia e come avessero superato il test riconoscendo chi essi erano mentre erano ancora in forma umana. Si raccontarono di come la verità non si nasconde mai quando si chiede che venga rivelata, e di come l'amore di Dio vince sempre sulle tenebre.

Commento dell'Autore

Possiamo davvero eliminare paure che durano una vita o anni di rabbia con il riconoscimento di sé? Chiedetelo a Jessica, perché la storia è vera, e anche la sua vittoria è vera. Una lettera che ho ricevuto dopo l'incontro dal vivo con Kryon, confermava che quella era la storia di una persona presente in quell'occasione. Molti uomini e donne devono arrivare a capire che non c'è vittimismo per quanto riguarda l'essere abusati. È in atto un programma, e il test è ciò che una persona farà con gli aspetti spesso disabilitanti della rabbia e della paura. Lascerete che queste emozioni vi consumino e controllino le vostre azioni, o chiederete a Dio di aiutarvi a scoprire in che cosa consiste il test?

Scoprire sé stessi prevede di scoprire perché siamo qui e perché il tutto è accaduto. Vi siete mai chiesti: «Perché a me?». La risposta vera potrebbe sconvolgervi. E se la risposta fosse: «Perché l'hai pianificato tu»? Kryon dice che nel mezzo della peggiore delle paure e della rabbia c'è anche la più grande liberazione di amore possibile. I test sono duri, ma le ricompense nell'attraversarli sono piene di splendore e speranza. Siete capaci di tanto? Certamente. Kryon ci dice che soltanto chi ne è degno è qui per vivere i test di questo pianeta.

da Le parabole di Kryon di Lee Carroll

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

domenica 9 luglio 2017

Quando FaceBook ci prende la mano...

Quando il Social Network diventa una trappola, un automatismo, un pensiero dominante... distogliendoci da tutto il resto.

Apro gli occhi e ti penso, ed ho in mente te 
Ed ho in mente te.
Io cammino per le strade, ed ho in mente te
Ed ho in mente te.
Ogni mattina uo, uo, ed ogni sera, uo, uo
Ed ogni notte, te.

Condivido (pari pari) il bellissimo articolo di una giovane imprenditrice, una donna di successo, una donna straordinaria, una carissima amica, Carlotta Silvestrini, che racconta la sua esperienza con FaceBook, e offre anche qualche "dritta", suggerimenti professionale per gli "addetti ai lavori..."
Non aggiungo altre parole, l'articolo è lunghetto, leggetelo tutto perchè davvero merita e ci aiuta a riflettere... Eventuali commenti e discussioni li rimandiamo a dopo, nei commenti se volete...
Buona lettura. Grazie Carlotta! 💗


Ecco cosa è successo alla mia vita e al mio lavoro da quando ho eliminato il profilo Facebook



Ho sempre amato Facebook, la possibilità che mi ha dato di ricostruire bei rapporti, ritrovare persone con cui avevo condiviso momenti importanti ai tempi in cui rimanere in contatto non era così semplice.
Perché diciamocela tutta, è comodo dire “non servono i social per stare in contatto“, ma sappiamo benissimo che non è così. Comodità di interazione, serendipità del contatto, scambi anche involontari, dialoghi in differita. Tutto questo non può avvenire con mail o telefono.
Il mio profilo aveva anche un notevole (apparente?) successo. Tra sfoghi, racconti della mia vita accanto a un ingegnere, aneddoti della quotidianità professionale, i miei post avevano un tasso di coinvolgimento altissimo e ogni volta che aprivo l’app mi trovavo 20-30, a volte anche centinaia di notifiche da leggere.
Però mi sono resa conto che dietro il mio mondo dorato c’era qualcosa di tossico. Divido il racconto in più tempi, è una storia che merita il giusto ritmo.

La notte della rivoluzione interiore

È successo a Madrid, a Giugno del 2016. Nel cuore della notte avevo avuto un brutto litigio con mio fratello, che se ne era andato via furente e non avevo modo di rintracciarlo al telefono anche solo per lasciargli le chiavi dell’hotel.
Ero sola, seduta sul letto, piangevo preoccupata.
Ore terribili, culmine di un periodo che non brillava per serenità, anzi. Stavo affrontando alcune situazioni difficili e per l’ennesima volta mi sentivo con le spalle al muro e il pavimento che crollava tutto intorno a me, lasciandomi in bilico su una piastrella ballerina.
“Scrivo su Facebook.”
Era la cosa più naturale. Qualcosa mi divertiva? Lo pubblico! Qualcosa mi faceva incazzare? Lo pubblico! Qualcosa mi piaceva? Lo pubblico!

Era così anche per le cose negative, chi mi seguiva lo sa. Sono una persona trasparente, nel bene e nel male.


Speravo che condividendo i momenti bui mi sarei sentita coccolata dal mio enorme pubblico (spoiler: dopo la cancellazione solo pochi si sono accorti della mia assenza) e al contempo avrei aiutato qualcun altro nella medesima situazione.

Il violento scatto della consapevolezza

Innanzitutto c’era una questione di rispetto e di intimità. Perché dovevo sbandierare un momento così complesso e delicato? Ma soprattutto, le persone che leggevano avrebbero capito davvero? La loro partecipazione emotiva sarebbe stata reale o fittizia?
E ancora. Perché lo faccio?
Mi sono obbligata a rispondere ai quesiti che una Carlotta più matura stava ponendo alla Carlotta che da tempo le aveva lasciato il posto.
  • Perché lo voglio scrivere?
  • Cosa mi aspetto?
  • Cosa cerco nelle reazioni degli amici?
E poi le ultime due tremende stoccate che mi girarono lo stomaco:
  • Serve davvero a qualcosa scriverlo?
  • Perché ne sento il bisogno?
Bisogno. Porca vacca. Qui non è più uno svago, qui si tratta di un vero e proprio bisogno! Qualcosa non va. Con la stessa tachicardica reticenza con cui si getta “l’ultimo pacchetto” con due sigarette avanzate, cerco il link per l’eliminazione del profilo e procedo.

I primi tempi senza profilo Facebook

No, Madrid non era diversa e no, non ho guardato il mondo con occhi nuovi e ancora no, non mi sono “goduta di più ciò che avevo intorno“. Queste sono le cazzate che racconta chi non sa come additare i social. I social non portano via pezzi di vita, anzi, spesso la condivisione rende tutto più emozionante.
I primi giorni erano quasi kafkiani. Tiravo fuori il cellulare alla ricerca di notifiche o per pubblicare qualcosa. Poi, rendendomi conto che avevo cancellato il profilo, sentivo la stessa vertigine accompagnata da un pugno in mezzo al petto che si prova quando si abbandona una forte dipendenza. Per non parlare del risveglio, che vedeva come prima operazione un rapido check delle notifiche ancora con gli occhi gonfi e la vista annebbiata dal sonno.
E le notizie, ero quasi spaesata non sapendo dove andare a procurarmele al di là del sito dell’ANSA.

Il mio mondo nuovo, ma davvero

C’erano delle novità, soprattutto legate a un fattore che noi marketer del digitale conosciamo molto bene: la pigrizia. Facebook ti permette di avere tutto a portata di mano. News, roba comica, aggiornamenti degli amici, curiosità. Perché fare lo sforzo di andare oltre? Non serve, quindi la massa sceglie la comodità e il cervello si adegua di conseguenza.
Il mio cervello-facebook era impigrito a livelli apocalittici, tanto da costarmi enorme fatica ricostruire un flusso di informazioni in ingresso. Ma passato lo scoglio iniziale ho subito scoperto delle cose fantastiche:
  • Se installi Pocket  o lo usi da pc e imposti i tuoi interessi, ti verranno consigliati una marea di contenuti così utili, innovativi e interessanti che non ti staccherai dalla lettura per ore!
  • Evitare come fonti i soliti contatti, significa ampliare in modo pressoché infinito la varietà di dati e punti di vista disponibili, la capacità di critica ne guadagnerà!
  • Su Facebook si condivide in preda all’ondata emotiva. Per questo il mondo che percepiamo dai social sembrerà sempre più catastrofico di come è realmente, prova e fammi sapere

Tutto quello che ho capito (e guadagnato) dicendo addio a Facebook

Soldi risparmiati:

Se utilizzi un software che monitora i processi che apri sul pc, io per esempio usavo ManicTime, ti accorgerai di quanto tempo butti via su Facebook. Se fai un calcolo di quanto vale una tua ora-lavoro, specialmente se non sei un dipendente, ti spaventerai riscontrando che alla fine dell’anno Facebook ti è costato MIGLIAIA di euro.
Per non parlare di quanto denaro in più sto guadagnando nel momento in cui non regalo più tempo a chiunque, in qualsiasi momento. Ora le mie giornate sono tutte focalizzate su di me e sul mio lavoro, con gioia immensa del mio conto in banca e di quello dei miei collaboratori. Ne parlerò anche nel punto successivo.
non è vero che dal profilo personale arrivano contatti di lavoro o almeno, è vero solo in parte. Se fai un costo per acquisizione dei singoli contatti, quanto ti costa curare il profilo personale, ogni giorno a ogni ora e quanto ti costa un buon calendario editoriale sulla pagina? Per quanto mi riguarda, da quando ho cancellato il profilo (Giugno 2016) a oggi (Febbraio 2017), ho fatturato €4.000 dal profilo personalee quasi €100.000 da LinkedIn, social dove ho deciso di investire il mio tempo. Fai due conti.
Aumento della produttività:

Può sembrare un luogo comune, in realtà il motivo non è così semplice. Non è che “Facebook rende improduttivi”, è che i social network in generale sono dei generatori di interruzioni a due vie. Ci interrompono loro con le notifiche, ci interrompiamo noi per interrogarli. Il trucco è spegnere tutto e allontanare dal PC lo smartphone mentre si porta a termine un’operazione. E se dobbiamo contattare il cliente o il collega, meglio farlo alla fine del processo operativo, se non è proprio necessario.
Adesso le mie ore sono tutte ben sfruttate. Ogni momento ha il suo senso. La mattina leggo tanti contenuti da Pocket che mi aiutano a migliorare come persona e come professionista. Oppure scrivo. Oppure metto ordine alla mente riordinando l’ambiente intorno a me.
Quando il cervello mi suggerisce che è ora di staccare completamente, allora mi guardo una serie TV in streaming o mi intrattengo con contenuti comici. Roba che intrattiene davvero, non per finta come lo stream di Facebook!
Qualità della vita e delle interazioni:

Piaccia o no, le persone con cui interagiamo hanno un peso, anche se sono perfetti sconosciuti. Avere attorno sempre le stesse persone significa lasciare sedimentare idee, punti di vista, opinioni. Significa anche vedere come autorevoli persone che non lo sono, ma che lo sono per quei venti o trenta individui del “nostro giro” e di conseguenza ottengono una fiducia ben superiore a quella meritata.
E ancora. Alla gente non importa nulla dei nostri successi, anzi. Con o senza cattiveria, le persone non gioiscono davvero dei successi altrui, per quanto si sforzino di darlo a vedere. Quindi perché sprecare tempo nel condividere qualcosa che non farà altro che aizzare invidia? Non ha proprio senso. Inoltre, a distanza di quasi un anno ti posso garantire che delle 1.300 persone che seguivano i miei aggiornamenti, solo pochissime si sono accorte che non esisto più. Questo è il lato più squallido della vicenda.
Da quando ho abbandonato il solito giro di persone e colleghi, ho scoperto che c’è davvero tanto oltre la soglia della nostra comfort zone. I professionisti bravi (sul serio!) che fatturano milioni di euro non hanno davvero il tempo di fare i fenomeni sui social.
I professionisti con le palle quadrate amano di più i colleghi che non chiedono il selfie d’ordinanza a pranzo o a cena, perché le persone non sono trofei da sventolare e non amano sentirsi tali.
Qualità del lavoro:

Questo è il giusto completamento dei punti precedenti e per me rimane una delle cose più importanti. Da quando ho chiuso quella caciara cacofonica che è Facebook, nel mio nuovo silenzio ho ascoltato di più me stessa e ho alzato il volume alla voce delle persone che contano. Questo mi ha permesso di fare un salto di qualità a dir poco spaventoso nella professione. Ho imparato a leggere ancora di più i contenuti d’oltre oceano, mi sono messa in discussione, ho creato qualcosa di solido e performante.
Quando lavoro, lavoro. In azienda abbiamo adottato OnlyOffice per monitorare il tempo speso su ogni task, questo ci aiuta a capire davvero quante ore investiamo sui singoli clienti e quanto ogni progetto effettivamente pesa sul totale dell’anno lavorativo. Outlook deve rimanere tassativamente chiuso durante il singolo task. Nessuna notifica, nessuna distrazione.
All’epoca di Facebook era impossibile fare questo conteggio, perché ogni attività era sempre  interrotta da mille notifiche. Ma non è colpa del social in sé, è proprio la forma mentis che adottiamo nell’utilizzarlo che cambia radicalmente l’approccio!
Ora ho tempo, tanto tempo. Tempo per scrivere, tempo per ragionare, tempo per parlare con i clienti, tempo per costruire nuovi modelli che facilitano il lavoro a me e ai collaboratori.
Ora ho davvero tanto da investire e tanto da dare. Sapessi quante volte i potenziali clienti mi ringraziano perché mi sono presa del tempo (sì, la ripeto ancora questa parola fondamentale!) per parlare con loro, per scrivere le proposte di collaborazione. Dei nostri preventivi, solo pochissimi non vanno a buon fine e quelli che si fermano sono o rifiutati da noi in fase successiva, o legati a scarsa capacità economica del cliente. Il tasso di successo è altissimo.
Un consiglio per te.

Se mi segui sai che mi sgolo a forza di dire che le ricette magiche non esistono e ogni situazione fa caso a sé.
Non va bene per chiunque, ma per me ha funzionato e non posso che sentirmi di consigliarlo.

Ho investito 2 ore del mio tempo stamattina per scrivere questo articolo, mi piacerebbe che fosse utile anche per chi può beneficiarne allo stesso modo. Ecco una bella forma di condivisione, di quella vera, che porta qualcosa di concreto.
Quindi ti invito prima a riflettere sulle mie parole. Non farlo davanti al pc. Esci, fai un giro oppure fatti una doccia, a me le idee migliori vengono lì. Non parlarne con gli altri, tieni le tue riflessioni per te. Inizia questo esercizio di introspezione e intimità. Magari prova a sospendere il profilo, stando senza per almeno un mesetto, che credimi all’inizio sembra una vita.
Poi trai le tue conclusioni. E… condividi con me (e con chi ami davvero) il risultato dell’esperiemento.
Aspetto tue notizie! 🙂
💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah