domenica 1 aprile 2018

Pasqua. L'uovo, segno di rinnovamento.

L'uovo di Pasqua è sempre un gradito dono, accompagnato da buoni sentimenti.
Ricevere un uovo di cioccolato è molto piacevole. Anche regalarlo è bello. In entrambi i casi è un gesto gioioso che ha il sapore effervescente "della festa". Non importa che tu sia un bambino o già grandicello, oppure anziano, e quanto tu sia goloso...

Frate Indovino, che di cose ne sa tante 😉, dice: 

L'UOVO DI PASQUA
Ispirato a un testo di A. Corallo

L’usanza di regalare l’uovo di cioccolato si è diffusa in tempi recenti.

Nell’antichità, l’uovo era segno di rinnovamento cosmico e anche fuori del cristianesimo è stato recepito come simbolo della vita che sta per esplodere, simbolo della ricreazione e del rinnovamento dell’anno e del cosmo, simbolo della resurrezione e della vita nuova in Cristo. 

L’uovo era visto dai cristiani come un sepolcro in cui si prepara una nuova vita destinata a venire alla luce, per questo motivo simboleggiò la Resurrezione. 

In alcune tombe di martiri, a Roma, sono state ritrovate uova di marmo a rappresentare il Cristo Risorto. 

L’uovo è così diventato l’immagine della Pasqua e, molte tradizioni popolari si sono andate consolidando intorno ad esso, come quella di regalare uova vere decorate. 

Nel Medioevo, se ne realizzavano addirittura in metalli preziosi: argento, oro. 

Anche se i significati tradizionali si sono offuscati con la sua diffusione, l’uovo di cioccolato, resta un simbolo bellissimo:

- Il segno della vita che inizia, come un grembo fecondo che custodisce il nascituro in un abbraccio. Ci dice che Dio è il Dio della vita.

- Un’immagine circolare, che esprime il rapporto tra il Figlio che abita il cuore di Dio, il quale si dona attraverso il Figlio risorto.

- La dolcezza del cioccolato che sazia come ci delizia la bontà di Dio.

- La cavità, come la tomba che le donne trovarono vuota, segno di un annuncio di festa, che rallegra e dà speranza.

Un uovo di Pasqua, il simbolo di una festa ricca di sorprese! 

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

Felice Pasqua a tutti!



giovedì 29 marzo 2018

Quattro passi... in beata solitudo

Questa è la storia di una passeggiata, in un pomeriggio assolato e ventoso di primavera.

Così introdurrebbe il mio racconto la DeFilippi...

Un giorno come gli altri... No, un giorno bellissimo, straordinario.

Ho mille pensieri, come impazziti, che mi attraversano. Nessuno di loro ha il sopravvento sull'altro. Passano talmente rapidi da annullarsi a vicenda.  Ancora una volta posso osservare che arrivano da sinistra e velocemente svaniscono a destra. Questa volta attribuisco loro anche un colore: giallo.

Nonostante i pensieri siano solo di passaggio e anche sparpagliati, non riesco ad approfittarne per infilare qualche pensiero ordinato e sensato, non riesco proprio a formularne, anzi meglio che non lo faccia, per non accavallare quelli già presenti e non
 rischiare un ingombro maggiore.

Avrei anche molte cose da fare, cose in sospeso da finire... 

Ho capito, oggi sono inconcludente. Meglio che vada a farmi una passeggiata visto la temperatura per me ideale, è perfetta. 

Giacchettino sopra la felpa, scarpe da ginnastica, telefonino per l'emergenza e, ovvio, per fare qualche foto, fazzolettini di carta in tasca e via. Si parte, direzione... viottoli di campagna. Vorrei addentrarmi in stradine che non ho ancora sperimentato.

Ecco che cammino con la testa finalmente vuota, zitta e mi nutro di sole, aria pulita e fresca, profumi, colori... Non ci sono altri esseri viventi in giro, tranne un gattino che ha attraversato la strada di corsa, vicino all'ultima casa che ho incontrato almeno 5 minuti prima.

Sono totalmente assorbita da questa pace, dalla bellezza di quello che ho intorno, quando qualcosa mi colpisce il naso e mi strappa dal mio stato di beatitudine... Un male terribile!

Io spero che la cacca di uccello porti bene...  Non so di quali dimensioni fosse il volatile che mi ha lasciato il suo dono, in quanto non ho visto e sentito niente, ma di certo il contenuto del suo intestino era considerevole. Mannaggia, ma proprio sul naso? non poteva depositare sulla spalla come fa la maggior parte dei suoi simili? Meno male che ho con me i fazzolettini...

Incontro un cartello che indica la strada verso il mare che pare sia ad una distanza di 700 metri. Sto camminando ormai da un po', credo che tra deviazioni e sentierini vari di averne percorsi almeno 500. 
(Promemoria importante per me: devo ricordarmi di portare sempre appresso il contapassi.)

Va bene. Proseguo. Imbocco la stradina sterrata che porta al mare, al massimo, ad un certo punto del percorso, torno indietro. 

Intanto si è alzato il vento, un vento molto forte che piega la vegetazione e fischia tra gli alberi e nelle mie orecchie. Non imposta, tiro su la zip della felpa e del giacchino, sollevo il bavero e continuo imperterrita. 

Il vento soffia talmente forte da farmi oscillare e camminare di sbieco, ma mi sento talmente bene ed è talmente bello ciò che sto vedendo e provando che continuo. 

Mi viene in mente che quando ero ragazzina ed ero "leggera come una piuma", quando tirava vento mi dicevano di tenere in tasca un sasso per non volare via. Penso per un attimo che, adesso che sono dimagrita, potrei correre lo stesso pericolo... volare via! Ma, fortunatamente ho sempre qualche sasso in tasca. Però mi fermo e ne raccolgo uno grande e bello che ha catturato la mia attenzione e me lo metto in tasca, con l'illusione di bilanciare e ristabilire il mio equilibrio motorio. 

In un attimo ritrovo lo stato di grazia che mi avvolge come in un abbraccio. Scendono lacrime, mi dico: "è il vento", ma so benissimo che non è questo il motivo... 

Sto arrivando al mare, il panorama che vedo è stupendo, comincio a vedere l'acqua di un blu profondo... Mi fermo, respiro e... sparisco. 

Sono il sole, sono il vento, sono l'acqua, sono... 


Sono distratta dall'abbaiare di un cagnolino che corre sul primo tratto di sabbia che mi distanzia di pochi metri dal mare. Un cagnettino piccolo, vivace, molto simpatico che vuole giocare e comincia a saltellarmi intorno. Mi porta un legnetto da lanciare, che mi riporta e io rilancio e lui me lo riporta. Corre, saltella, gioca, mi morde anche un dito... non me lo morde in realtà, mi ha preso in bocca la mano perchè avevo interrotto i lanci, sollecitandomi a giocare di nuovo con lui. Gli lancio un nuovo bastoncino di mia iniziativa, ma non gli piace, lo annusa, va a cercarne un altro e me lo porta. Tutto felice scodinzola e si allontana, attratto da alcuni gabbiani che sono approdati in un angolo della spiaggia, si allontana e continua la sua corsa in un altra direzione.

Eccomi finalmente al mare. Sono l'unica creatura umana in quel tratto di spiaggia, nemmeno un 
pescatore, e sono spariti anche i gabbiani, volati via forse infastiditi dall'arrivo del cagnolino... 

Respiro l'odore del mare. Fa un pò freddo, il vento è fortissimo e alza persino la sabbia che sento entrare nei capelli e battermi sul viso. Il mare, di un blu immenso e intenso, è molto mosso. Il sole è sempre alto nel cielo e ha una luce abbagliante. 

Sono felicissima. Respiro. Per la prima volta dopo tanto tempo sento la vita che scorre nelle mie vene. Respiro, chiudo gli occhi, ringrazio, celebro la vita.

Sto vivendo e godendo un attimo di gioia incontenibile. 

Respiro. Voglio volare! Chiudo gli occhi: sto volando!!! Riapro gli occhi per non volare via davvero e noto che i miei piedi sono affondati nella sabbia smossa dal vento. Guardo in alto, in tutte le direzioni, la luce dorata che delinea i contorni delle cose come se fosse un aurea è bellissima, si allarga e inghiotte tutte e cose... non c'è più niente. C'è solo uno spazio immenso, vuoto... ci sono solo io. Io con Dio.

Mi viene voglia di inginocchiarmi, ma non lo faccio, allargo solo le braccia... alzo lo sguardo verso il cielo, esprimo la mia più che infinita gratitudine.
Mi viene voglia di danzare il sema... Come un derviscio rotante, la mia anima sta già eseguendo la sacra danza e innalzando canti e lodi al Signore. 

Dio ti ringrazio per questa esperienza straordinaria, so che poi la mente tornerà ad ostacolarmi, ma ti prego, lascia traccia in me, come un seme, di questo giorno, di questo attimo.

Un attimo... Un attimo, un istante... Un attimo durato il tempo di una vita. O forse la vita racchiusa in un attimo... Eterno. Un attimo, un solo attimo in cui, con impeto e con il cuore colmo di gioia e di gaudio, pensi: ecco adesso, qui, in questo momento, potrei morire... felice! 


Sono tornata... percepisco tutti i sensi fisici, ma la magia e le belle sensazioni non sono ancora svanite. Spero e cerco di tenerle con me il più a lungo possibile.

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

sabato 3 marzo 2018

Preghiere per la guarigione

In un recente quiz televisivo è stato chiesto: La casa ruba o nasconde?
La risposta è ovvia: nasconde. E solo quando lo decide lei ti fa ritrovare le cose che stavi cercando. Secondo me ruba pure, senza più renderti niente... proprio come fa la lavatrice con i calzini!

La cosa è molto curiosa, ma non essendo questo l'argomento centrale del post non mi ci soffermo, altrimenti ne verrebbe fuori un intero articolo.

Bisogna ammettere, però, che a volte, a disanza di tempo e addirittura di anni, in casa si fanno ritrovamenti molto interessanti. Come il documento che riporto di seguito, che non ricordavo nemmeno più di avere.

Si tratta di uno scritto, se non ricordo male dei Rosacroce, però non ne sono sicurissima...
- se ne conoscete la provenienza e il titolo, fatemelo sapere, per favore. -


Medico e medicina è il Signore!

Leggere a piena voce tre volte al giorno affinché la Fede si radichi in noi. 
Poi: una volta al giorno per mantenerla. 
Se le circostanze peggiorano, raddoppiare la dose.
Questa medicina non ha effetti collaterali.

Gesù è il Signore della mia vita. Malattie, infezioni e altro, su di me non hanno potenza, poiché è stato perdonato il mio peccato. Io sono senza colpa: morto al peccato, vivo nella riconciliazione. (Col 1-20).

Sono libero dalla condanna: perdono gli altri come Gesù perdonò a me, perché l'Amore di Dio ha riempito il mio cuore con lo Spirito Santo. (Mat 6-12 Rom 5-5).

Gesù nel suo Corpo, portò i nostri peccati sulla Croce. Perciò sono morto al peccato e vivo in Dio. Attraverso la Sua sofferenza siamo stati risanati. (Piet 1a/2-24 Rom 6-11 Cor 2a/5-21).

Gesù si caricò delle mie sofferenze e del mio dolore: E' Dio che mandò la Sua Parola e mi guarì! (Sal 107-20).

Padre: Grazie alla Tua Parola, io sono vincitore. Ho vinto il mondo, la carne e il demonio con il Sangue dell'Agnello e la parola della mia testimonianza. (Giov 1a, 4, 4 Apoc 12-11).

Signore: Tu mi hai dato una vita abbondante. Ho ricevuto questa vita attraverso la Tua Parola. Essa scorre in ogni organo del mio corpo, portando guarigione e salute. (Giov 10, 10/6,63)

Padre Celeste: io ascolto la Tua Parola, apro le orecchie al Tuo dire e attento ad esso, non lo perdo di vista, lo custodisco nel cuore, poiché è vita e salute per tutta la mia persona. (Prov 20,22) .

Come il Signore fu con Mosè , così Egli è con me. I miei occhi non sono spenti e le mie forze non sono indebolite. Benedetti sono i miei occhi perché vedono e le mie orecchie perché sentono. (Deut 4, 3-7)

Nessun male mi accadrà, nessuna piaga mi raggiungerà, perché Tu hai mi hai affidato ai Tuoi Angeli. Essi mi proteggeranno. Nella mia vita sarà salute e guarigione. (Sal 91, 10-11 Prov 12 v.28).

Gesù tolse le mie infermità e si caricò delle mie malattie. Perciò proibisco alle malattie di dominare il mio corpo. La Vita di Dio scorre in me portando guarigione in ogni fibra del mio organismo. (Mat 8,17 Giov 6,63).

Io sono stato redento dalla maledizione. (Gal 3, v.13).

Cristo ci ha riscattato dalla maledizione della Legge, diventando Egli stesso maledizione per noi, come sta scritto: "Maledetto chi pende dal legno, perché in Gesù Cristo la benedizione di Abramo passasse ai Gentili e noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la Fede. Tutto questo scorre nel mio sangue e fluisce in ogni cellula del mio organismo, portandovi vita e salute. (Marco 11, v.23 Lc 17, v.6).

Sia benedetto Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella Sua grande misericordia Egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù dai morti, per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce (I Pietro, 2-24) 

E' realtà nella mia carne, restaura ogni cellula nel mio corpo. Io presento il mio corpo al Signore perché esso è il tempio di Dio Vivente. Dio abita in me e la Sua Vita pervade il mio spirito, la mia anima e il mio corpo: ed esso è risanato dalla Pienezza di Dio. (Rom 12-1 II Giov 14, v.20).

Il mio corpo è tempio dello Spirito Santo. Io comando al mio corpo di produrre le sostanze chimiche giuste. Il mio corpo è in perfetto equilibrio chimico. Il pancreas secerne la propria quantità di insulina per la salute e la vita. (I Cor 6-19).

Padre Dio Abbà: per mezzo della Tua Parola, hai trasmesso la Tua Vita in me; essa ristora il mio corpo con ogni respiro e parola che pronuncio. Tutto quello che si trova in me e non venuto da Dio, nel Nome di Gesù, lo sciolgo e lo rifiuto dal mio corpo. La Tua Parola si è radicata in ogni fibra del mio organismo. Sta scritto che "... dalle Sue Piaghe siete stati guariti", e io vivo con la Vita di Dio! (Mar 11-23 Giov 6,63 I Pietro 2-25).

ARTRITE E MALATTIE CAUSATE DA TUMORI
Gesù si caricò della mia maledizione, perciò non permetterò ai tumori di abitare nel mio corpo. La Vita di Dio è in me e dissolve tutti i tumori e mi dà forza e salute. (Mat 16, v.19 Giov 14,v.13 Mar 11.v.23)."

I tumori non hanno diritto sul mio corpo. La malattia è una cosa del passato, perché sono stato liberato dalle autorità maligne. (I Col v.13.14).

Tutti gli organi del mio corpo funzionano in perfetto ordine, così come Iddio li creò. Nel Nome Santo di Gesù, non permetto irregolarità in me. (Gen 1, vv 28-31).

Padre: la Tua Parola è divenuta parte di me. Essa scorre nelle mie vene, restaurando e trasformando il mio corpo. La Tua Parola è diventata carne in me, e la Parola che Tu hai emanato mi ha guarito. (I Giac, v.21 Salmo 107, v.20 Prov.13, v. 3).

La Tua Parola, Signore si manifesta in me. Tumori ed artrite, sono ormai cose del passato. Perciò: nel Nome di Gesù, comando alle ossa, alle giunture ed alle articolazioni di funzionare perfettamente. (Mar 11, v.23 Mat 17, v.20).

Padre Celeste: Come pronuncio la Tua Parola, la Legge dello Spirito di Cristo, mi libera dalla legge della morte e del peccato. La Vita di Cristo dona nuova vita alle cellule del mio corpo. Artrite: devi andartene. Tumori: voi non esistete più. Malattie: dovete fuggire, perché lo Spirito di Dio è su di me, la Parola di Dio abita in me. Malattie, paura e depressione, non avete più potere su di me! Ciò è garantito dalla Parola di Dio e dalla mia "confessione". (Mar 13, v.23).

CUORE E SANGUE
Grazie Padre, per avermi donato un cuore forte. Il mio batte con ritmo normale che dà vita. Il sangue scorre nelle mie vene portando ristoro e salute a tutte le cellule del mio corpo. (Prov 12, 14-30).

La pressione del sangue è 120/80. La Vita di Dio, scorre nelle mie vene e purifica le mie arterie da ogni sostanza nociva che ostacola la vita piena ed abbondante. (Mar 11, v.23).

Bene pulsa il mio cuore e, in tutto il mio corpo porta la Vita del Signore, instaurandovi Vita, e Salute in ABBONDANZA. (Giov 17,23 Efes 2, v.22).

Il mio cuore è robusto. Il suo battito riempie il mio corpo e gli dona la vita. Toglie ogni effetto di malattie donandomi vita piena e buona salute. (Esodo 23, vv 25-26 Marco 11, v.23).

Nel Nome Santo di Gesù, ordino alle cellule del mio sistema immunitario di distruggere tutte le infezioni, malattie, virus che sono nel mio corpo! (Rom 5, v.17 Luca 17, v.6).

Cellule che non producete vita e salute nel mio corpo, io vi ordino di morire e non rinascere più. Lo ordino nel Santo Nome di Gesù. La mia difesa immunitaria non permette ai tumori di esistere nel mio corpo. (Luca 17,6 Mar 11, v.23).

Il mio cuore batte un ritmo di vita, perché è stato redento dalla maledizione della Legge. Lo Spirito di Dio e la Sua Parola scorrono in me purificandomi da ogni malattia ed impurità (Prov 4, vv.20-23).

ARTERIE E CELLULE
Nel Santo Nome di Gesù, le mie vene e arterie non sono ristrette o otturate. Vene ed arterie voi siete libere da ogni impedimento affinché il sangue scorra liberamente. Siete elastiche e funzionate come il Signore vi creò. (Luca 17, v.6 Isa 55, v.11 Giac 3, vv 2,5).

La Legge dello Spirito, che dona la Vita attraverso Cristo Gesù, mi ha liberato dalla Legge del peccato e della morte. Io non permetterò al peccato, alla morte ed alle malattie di avere potenza su di me. (Rom 6, v.13, 14/8, v.2).

Lo stesso Spirito, che ha resuscitato Gesù dalla morte, abita in me e permette alla Sua Vita di scorrere nelle mie vene, portando guarigione e salute al mio corpo. (Rom 8, v.11).

Nel Nome Santo di Gesù, non permetterò al mio corpo di essere ingannato in alcun modo. Corpo: tu non devi esser ingannato dai virus o germi di malattie e nemmeno devi lavorare contro la vita. Ordino ad ogni cellula del mio corpo di portare vita, salute e guarigione. (Mat 12, vv.25-35).

SISTEMA IMMUNITARIO
Il mio sistema immunitario migliora ogni giorno di più. Io parlo di "vita" al mio sistema immunitario. Io non permetterò che vi sia alcuna disfunzione nel mio organismo. Lo stesso Spirito che resuscitò Gesù dalla morte abita in me. Egli riempie il mio sistema immunitario con la vita e saggezza di Dio Padre, e veglia sulla vita e la salute del mio corpo.

OSSA E MIDOLLO
Io parlo alle giunture ed alle ossa del mio corpo. Nel Santo Nome di Gesù vi ordino di essere normali e di non sottomettervi alle malattie, Perché lo Spirito di Vita pervade ogni osso, giuntura o articolazione del mio organismo, portando vita e salute. (I Pie 2, v.24).

Padre Santo, io ordino alle ossa di creare un midollo sano ed alle midolla di produrre sangue sano che allontani malattie ed infezioni. (Prov 16-24).

Nel Santo Nome di Gesù, ordino alle articolazioni delle mie giunture di funzionare perfettamente: Io non vi permetto più, di impedire alle mie articolazioni di funzionare perfettamente. (Prov 17-22).

INCORAGGIANDO LA "VITA"
Corpo: Io ti dico la parola di Fede, devi comandare ad ogni organo, interno ed esterno, di lavorare perfettamente. Voglio ricordarti che sei il Tempio dello Spirito Santo. Perciò ti ordino nel Nome Santo del Signore Gesù e nella autorità della Sua Parola, di essere guarito, sano e perfetto. (Prov 12-18).

Padre Santo... io resisto al nemico. Gli resisto contro ogni forma di male che si scaglia contro di me. Io voglio che il mio corpo sia sempre in buona salute e lo rinforzo con la Tua Parola. Io rinuncio alla maledizione e rinforzo la salute. (Giac 4-7).

Che io viva! Non muoia! Io proclamerò le opere del Signore! (Sal 118.117).

Tu, o Signore, hai perdonato tutte le mie iniquità. Tu hai guarito tutte le mie malattie. Tu hai redento la mia vita dalla sicura distruzione. Tu mi hai soddisfatto in ogni cosa buona. Affinché la mia giovinezza sia rinnovata come quella dell'aquila. (Sal 103/102, v.5).

Signore, Tu mi hai benedetto con ogni cosa buona. Mi hai dato cibo ed acqua. Hai tolto le mie malattie. Perciò io vivrò in buona salute, tutti i giorni della mia vita. A M E N.

Tu, o Signore, sei il Mio Pastore... Nulla mi mancherà! (Sal. 23/22, vv.1)

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

giovedì 25 gennaio 2018

Lev Tolstoj - Le 3 domande

LE TRE DOMANDE
un racconto di Lev Tolstoj

Un giorno, un certo imperatore pensò che se avesse avuto la risposta a tre domande, avrebbe avuto la chiave per risolvere qualunque problema:

• Qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa?
• Quali sono le persone più importanti con cui collaborare?
• Qual è la cosa che più conta sopra tutte?

L’imperatore emanò un bando per tutto il regno annunciando che chi avesse saputo rispondere alle tre domande avrebbe ricevuto una lauta ricompensa. Subito si presentarono a corte numerosi aspiranti, ciascuno con la propria risposta.

Riguardo alla prima domanda, un tale gli consigliò di preparare un piano di lavoro a cui attenersi rigorosamente, specificando l’ora, il giorno, il mese e l’anno da riservare a ciascuna attività. Soltanto allora avrebbe potuto sperare di fare ogni cosa al momento giusto.
Un altro replicò che era impossibile stabilirlo in anticipo; per sapere cosa fare e quando farlo, l’imperatore doveva rinunciare a ogni futile svago e seguire attentamente il corso degli eventi.
Qualcuno era convinto che l’imperatore non poteva esse re tanto previdente e competente da decidere da solo quando intraprendere ogni singola attività; la cosa migliore era istituire un Consiglio di esperti e rimettersi al suo parere.
Qualcun altro disse che certe questioni richiedono una decisione immediata e non lasciano tempo alle consultazioni; se però voleva conoscere in anticipo l’avvenire, avrebbe fatto bene a rivolgersi ai maghi e agli indovini.

Anche alla seconda domanda si rispose nel modi più disparati.
Uno disse che l’imperatore doveva riporre tutta la sua fiducia negli amministratori, un altro gli consigliò di affidarsi al clero e ai monaci; c’era chi gli raccomandava i medici e chi si pronunciava in favore dei soldati.

La terza domanda suscitò di nuovo una varietà di pareri. Alcuni dissero che l’attività più importante era la scienza. Altri insistevano sulla religione. Altri ancora affermavano che la cosa più importante era l’arte militare.

L’imperatore non fu soddisfatto da nessuna delle risposte, e la ricompensa non venne assegnata.
Dopo parecchie notti di riflessione, l’imperatore decise di andare a trovare un eremita che viveva sulle montagne e che aveva fama di essere un illuminato. Voleva cercarlo per rivolgere a lui le tre domande, pur sapendo che l’eremita non lasciava mai le montagne e riceveva
solo la povera gente, rifiutandosi di trattare con i ricchi e i potenti. Perciò, rivestiti i panni di un semplice contadino, ordinò alla sua scorta di attenderlo ai piedi del monte e si arrampicò da solo su per la china in cerca dell’eremita.

Giunto alla dimora del sant’uomo, l’imperatore lo trovò che vangava l’orto nei pressi della sua capanna. Alla vista dello sconosciuto, l’eremita fece un cenno di saluto col capo senza smettere di vangare. La fatica gli si leggeva in volto. Era vecchio, e ogni volta che affondava
la vanga per smuovere una zolla, gettava un lamento.
L’imperatore gli si avvicinò e disse: “Sono venuto per chiederti di rispondere a tre domande: qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa? Quali sono le persone più importanti con cui collaborare? Qual è la cosa che più contasopra tutte?”.
L’eremita ascoltò attentamente, ma si limitò a dargli un’amichevole pacca sulla spalla e riprese a vangare.
L’imperatore disse: “Devi essere stanco. Sù, lascia che ti dia una mano”. L’eremita lo ringraziò, gli diede la vanga e si sedette per terra a riposare.
Dopo aver scavato due solchi, l’imperatore si fermò e si, rivolse all’eremita per ripetergli le sue tre domande. Di nuovo quello non rispose, ma si alzò e disse, indicando la vanga: , “Perché non ti riposi? Ora ricomincio io”. Ma l’imperatore continuò a vangare. Passa un’ora, ne passano due.

Finalmente il sole comincia a calare dietro le montagne. L’imperatore mise giù la vanga e disse
all’eremita: ”Sono venuto per rivolgerti tre domande. Ma se non sai darmi la risposta ti prego di dirmelo, così me ne ritorno a casa mia”.
L’eremita alzò la testa e domandò all’imperatore: “Non senti qualcuno che corre verso di noi?”.
L’imperatore si voltò. Entrambi videro sbucare dal folto degli alberi un uomo con una lunga barba bianca che correva a perdifiato premendosi le mani insanguinate sullo stomaco. L’uomo puntò verso l’imperatore, prima di accasciarsi al suolo con un gemito, privo di sensi.
Rimossi gli indumenti, videro che era stato ferito gravemente. L’imperatore pulì la ferita e la fasciò servendosi della propria camicia che però in pochi istanti fu completamente intrisa di sangue. Allora la sciacquò e rifece la fasciatura più volte, finché l’emorragia non si fu fermata.

Alla fine il ferito riprese i sensi e chiese da bere. L’imperatore corse al fiume e ritornò con una brocca d’acqua fresca. Nel frattempo, il sole era, tramontato e l’aria notturna cominciava a farsi fredda. L’eremita aiutò l’imperatore a trasportare il ferito nella capanna e ad adagiarlo sul suo letto. L’uomo chiuse gli occhi e restò immobile. 

L’imperatore era sfinito dalla lunga arrampicata e dal lavoro nell’orto. Si appoggiò al vano della porta e si addormentò. Al suo risveglio, il sole era già alto. Per un attimo dimenticò dov’era e cos’era venuto a fare. Gettò un’occhiata al letto e vide il ferito che si guardava attorno smarrito. Alla vista dell’imperatore, si mise a fissarlo intensamente e gli disse in un sussurro: “Vi prego, perdonatemi”. “Ma di che cosa devo perdonarti?”, rispose l’imperatore.
‘Voi non mi conoscete, maestà, ma lo vi conosco. Ero vostro nemico mortale e avevo giurato di vendicarmi perché nell’ultima guerra uccideste mio fratello e vi impossessaste dei miei beni. Quando seppi che andavate da solo sulle montagne in cerca dell’eremita, decisi di tendervi un agguato sulla via del ritorno e uccidervi. Ma dopo molte ore di attesa non vi eravate ancora fatto vivo, perciò decisi di lasciare il mio nascondiglio per venirvi a cercare. Ma invece di trovare voi mi sono imbattuto nella scorta, che mi ha riconosciuto e mi ha ferito. Per fortuna, sono riuscito a fuggire e ad arrivare fin qui. Se non vi avessi incontrato, a quest’ora sarei morto certamente.
Volevo uccidervi, e invece mi avete salvato la vita! La mia vergogna e la mia riconoscenza sono indicibili. Se vivo, giuro di servirvi per il resto dei miei giorni e di imporre ai miei figli e nipoti di fare altrettanto. Vi prego, concedetemi il vostro perdono”.

L’imperatore si rallegrò infinitamente dell’inattesa riconciliazione con un uomo che gli era stato nemico. Non solo lo perdonò, ma promise di restituirgli i beni e mandargli il medico e i servitori di corte per accudirlo finché non fosse completamente guarito. Ordinò alla sua scorta di riaccompagnarlo a casa, poi andò in cerca dell’eremita. Prima di ritornare a palazzo, voleva riproporgli le tre domande per l’ultima volta. Lo trovò che seminava nel terreno dove il giorno prima avevano vangato.

L’eremita si alzò e guardò l’imperatore. “Ma le tue domande hanno già avuto risposta”.
“Come sarebbe?”, chiese l’imperatore, perplesso. “Se ieri non avessi avuto pietà della mia vecchiaia e non mi avessi aiutato a scavare questi solchi, saresti stato aggredito da quell’uomo sulla via del ritorno. Allora ti saresti pentito amaramente di non essere rimasto con me. Perciò, il momento più importante era quello in cui scavavi i solchi, la persona più importante ero io, e la
cosa più importante da fare era aiutarmi. Più tardi, quando è arrivato il ferito, il momento più importante era quello in cui gli hai medicato la ferita, perché se tu non lo avessi curato sarebbe morto e avresti perso l’occasione di riconciliarti con lui. Per lo stesso motivo, la persona più importante era lui e la cosa più importante da fare era medicare la sua ferita. 

Ricorda che c’è un unico momento importante: questo.
Il presente è il solo momento di cui siamo padroni. La persona più importante è sempre quella con cui siamo, quella che ci sta di fronte, perché chi può dire se in futuro avremo a che fare con altre persone? La cosa che più conta sopra tutte è rendere felice la persona che ti sta accanto, perché solo questo è lo scopo della vita”.

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

sabato 23 dicembre 2017

Regole per Esseri Umani

Mi capita piuttosto frequentemente di imbattermi nel decalogo che posto oggi.
Evidentemente ho bisogno di rinfrescarmi la memoria abbastanza spesso.
Mi sembrava di averlo già pubblicato a suo tempo, ma cercandolo nel blog non ho avuto  riscontro. Nel caso lo avessi già fatto.... abbiate pazienza, comincio ad avere una certa età! (a proposito di memoria).😉

Mi piace immaginare che:

In un luogo segreto del Regno Supremo, in un maestoso palazzo, ci sono Anime che hanno deciso di incarnarsi sulla Terra.
Ogni Anima, quando è pronta ad intraprendere un nuovo percorso nella forma umana, viene chiamata e accompagnata al cospetto del Grande Maestro Capo, la massima autorità incaricata per quel settore, per celebrare questo straordinario evento. 
Il Grande Maestro Capo accoglie personalmente tutte le Anime in partenza nell'ampia Sala dei Ricevimenti, dove ci sono altri Esseri Celesti altrimenti conosciuti come Anime Guida, per la Cerimonia di Commiato.
Iniziano quindi i  festeggiamenti con canti, danze, lodi e doni. 
Vengono distribuiti talenti, buone qualità e libero arbitrio da usare con discernimento quando saranno in transito sulla Terra.
Finalmente arriva il momento del saluto e del commiato, tra gioia e trepidazione.
Ogni singola Anima riceve l'abbraccio del Maestro e una Benedizione speciale. E tra raccomandazioni, rassicurazioni e parole di incoraggiamento, viene informata di quello che, in sintesi, sarà il fondamento della sua nuova vita.
Ecco, ora il viaggio può cominciare... Inizia l'avventura. 
Buona Vita! (mv)



DECALOGO PER L'UMANITA'

1 - Riceverai un corpo, potrà piacerti oppure no, ma anche se non ti piacerà, sarà tuo finchè sarai sulla Terra, impara ad accettarlo, qualunque sia la tua opinione al riguardo.

2 -Apprenderai lezioni, sarai iscritto permanentemente alla scuola della vita, per avere ogni giorno l'opportunità di imparare lezioni importanti. Potrai amare queste lezioni, oppure potrai considerarle stupide ed irrilevanti.

3 - Non ci saranno errori, ma unicamente lezioni. La crescita è un processo fatto di tentativi e dovremo sperimentare gli errori molte volte. Gli esperimenti o le esperienze fallite sono parte del processo, così come le esperienze che ci spingono a lavorare...

4 - La lezione si ripeterà fino a quando non verrà appresa, si presenterà sotto varie forme, e quando l'avrai assimilata, ti sposterai verso la successiva.

5 - Le lezioni d'insegnamento sono un compito senza fine. Non esiste una parte della vita che non contiene insegnamenti. Finchè sarai vivo, ci saranno lezioni da imparare ed insegnamenti.

6 - Penserai sempre che sarebbe meglio trovarsi altrove, piuttosto che dove ti trovi, ma non riuscirai a sentirti bene, fino a quando non capirai che il qui e ora è l'unico luogo in cui dimorare.

7 - Le altre persone sono semplicemente il tuo riflesso. Non è possibile amare o odiare qualcosa in un'altra persona, a meno che essa non rifletta qualcosa che ami o odi in te stesso.

8 - Quello che fai della tua vita è un tuo problema. Disponi di tutti gli strumenti e le risorse necessarie. Cosa ne farai non è una scelta altrui. La scelta è tua.

9 - Le risposte alle domande della vita sono dentro di te. E' sufficiente guardare, ascoltare ed avere fede.

10 -  Dimenticherai tutto questo, quando nascerai su questo pianeta... e nonostante questo, sarà facile ricordarlo se ti connetterai a te stesso attraverso la saggezza celeste.

(alcune fonti attribuiscono il testo a Chérie Carter-Scott, altre ritengono che sia di autore sconosciuto e nella maggioranza dei casi viene pubblicato snza alcun titolo).

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah