giovedì 25 gennaio 2018

Lev Tolstoj - Le 3 domande

LE TRE DOMANDE
un racconto di Lev Tolstoj

Un giorno, un certo imperatore pensò che se avesse avuto la risposta a tre domande, avrebbe avuto la chiave per risolvere qualunque problema:

• Qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa?
• Quali sono le persone più importanti con cui collaborare?
• Qual è la cosa che più conta sopra tutte?

L’imperatore emanò un bando per tutto il regno annunciando che chi avesse saputo rispondere alle tre domande avrebbe ricevuto una lauta ricompensa. Subito si presentarono a corte numerosi aspiranti, ciascuno con la propria risposta.

Riguardo alla prima domanda, un tale gli consigliò di preparare un piano di lavoro a cui attenersi rigorosamente, specificando l’ora, il giorno, il mese e l’anno da riservare a ciascuna attività. Soltanto allora avrebbe potuto sperare di fare ogni cosa al momento giusto.
Un altro replicò che era impossibile stabilirlo in anticipo; per sapere cosa fare e quando farlo, l’imperatore doveva rinunciare a ogni futile svago e seguire attentamente il corso degli eventi.
Qualcuno era convinto che l’imperatore non poteva esse re tanto previdente e competente da decidere da solo quando intraprendere ogni singola attività; la cosa migliore era istituire un Consiglio di esperti e rimettersi al suo parere.
Qualcun altro disse che certe questioni richiedono una decisione immediata e non lasciano tempo alle consultazioni; se però voleva conoscere in anticipo l’avvenire, avrebbe fatto bene a rivolgersi ai maghi e agli indovini.

Anche alla seconda domanda si rispose nel modi più disparati.
Uno disse che l’imperatore doveva riporre tutta la sua fiducia negli amministratori, un altro gli consigliò di affidarsi al clero e ai monaci; c’era chi gli raccomandava i medici e chi si pronunciava in favore dei soldati.

La terza domanda suscitò di nuovo una varietà di pareri. Alcuni dissero che l’attività più importante era la scienza. Altri insistevano sulla religione. Altri ancora affermavano che la cosa più importante era l’arte militare.

L’imperatore non fu soddisfatto da nessuna delle risposte, e la ricompensa non venne assegnata.
Dopo parecchie notti di riflessione, l’imperatore decise di andare a trovare un eremita che viveva sulle montagne e che aveva fama di essere un illuminato. Voleva cercarlo per rivolgere a lui le tre domande, pur sapendo che l’eremita non lasciava mai le montagne e riceveva
solo la povera gente, rifiutandosi di trattare con i ricchi e i potenti. Perciò, rivestiti i panni di un semplice contadino, ordinò alla sua scorta di attenderlo ai piedi del monte e si arrampicò da solo su per la china in cerca dell’eremita.

Giunto alla dimora del sant’uomo, l’imperatore lo trovò che vangava l’orto nei pressi della sua capanna. Alla vista dello sconosciuto, l’eremita fece un cenno di saluto col capo senza smettere di vangare. La fatica gli si leggeva in volto. Era vecchio, e ogni volta che affondava
la vanga per smuovere una zolla, gettava un lamento.
L’imperatore gli si avvicinò e disse: “Sono venuto per chiederti di rispondere a tre domande: qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa? Quali sono le persone più importanti con cui collaborare? Qual è la cosa che più contasopra tutte?”.
L’eremita ascoltò attentamente, ma si limitò a dargli un’amichevole pacca sulla spalla e riprese a vangare.
L’imperatore disse: “Devi essere stanco. Sù, lascia che ti dia una mano”. L’eremita lo ringraziò, gli diede la vanga e si sedette per terra a riposare.
Dopo aver scavato due solchi, l’imperatore si fermò e si, rivolse all’eremita per ripetergli le sue tre domande. Di nuovo quello non rispose, ma si alzò e disse, indicando la vanga: , “Perché non ti riposi? Ora ricomincio io”. Ma l’imperatore continuò a vangare. Passa un’ora, ne passano due.

Finalmente il sole comincia a calare dietro le montagne. L’imperatore mise giù la vanga e disse
all’eremita: ”Sono venuto per rivolgerti tre domande. Ma se non sai darmi la risposta ti prego di dirmelo, così me ne ritorno a casa mia”.
L’eremita alzò la testa e domandò all’imperatore: “Non senti qualcuno che corre verso di noi?”.
L’imperatore si voltò. Entrambi videro sbucare dal folto degli alberi un uomo con una lunga barba bianca che correva a perdifiato premendosi le mani insanguinate sullo stomaco. L’uomo puntò verso l’imperatore, prima di accasciarsi al suolo con un gemito, privo di sensi.
Rimossi gli indumenti, videro che era stato ferito gravemente. L’imperatore pulì la ferita e la fasciò servendosi della propria camicia che però in pochi istanti fu completamente intrisa di sangue. Allora la sciacquò e rifece la fasciatura più volte, finché l’emorragia non si fu fermata.

Alla fine il ferito riprese i sensi e chiese da bere. L’imperatore corse al fiume e ritornò con una brocca d’acqua fresca. Nel frattempo, il sole era, tramontato e l’aria notturna cominciava a farsi fredda. L’eremita aiutò l’imperatore a trasportare il ferito nella capanna e ad adagiarlo sul suo letto. L’uomo chiuse gli occhi e restò immobile. 

L’imperatore era sfinito dalla lunga arrampicata e dal lavoro nell’orto. Si appoggiò al vano della porta e si addormentò. Al suo risveglio, il sole era già alto. Per un attimo dimenticò dov’era e cos’era venuto a fare. Gettò un’occhiata al letto e vide il ferito che si guardava attorno smarrito. Alla vista dell’imperatore, si mise a fissarlo intensamente e gli disse in un sussurro: “Vi prego, perdonatemi”. “Ma di che cosa devo perdonarti?”, rispose l’imperatore.
‘Voi non mi conoscete, maestà, ma lo vi conosco. Ero vostro nemico mortale e avevo giurato di vendicarmi perché nell’ultima guerra uccideste mio fratello e vi impossessaste dei miei beni. Quando seppi che andavate da solo sulle montagne in cerca dell’eremita, decisi di tendervi un agguato sulla via del ritorno e uccidervi. Ma dopo molte ore di attesa non vi eravate ancora fatto vivo, perciò decisi di lasciare il mio nascondiglio per venirvi a cercare. Ma invece di trovare voi mi sono imbattuto nella scorta, che mi ha riconosciuto e mi ha ferito. Per fortuna, sono riuscito a fuggire e ad arrivare fin qui. Se non vi avessi incontrato, a quest’ora sarei morto certamente.
Volevo uccidervi, e invece mi avete salvato la vita! La mia vergogna e la mia riconoscenza sono indicibili. Se vivo, giuro di servirvi per il resto dei miei giorni e di imporre ai miei figli e nipoti di fare altrettanto. Vi prego, concedetemi il vostro perdono”.

L’imperatore si rallegrò infinitamente dell’inattesa riconciliazione con un uomo che gli era stato nemico. Non solo lo perdonò, ma promise di restituirgli i beni e mandargli il medico e i servitori di corte per accudirlo finché non fosse completamente guarito. Ordinò alla sua scorta di riaccompagnarlo a casa, poi andò in cerca dell’eremita. Prima di ritornare a palazzo, voleva riproporgli le tre domande per l’ultima volta. Lo trovò che seminava nel terreno dove il giorno prima avevano vangato.

L’eremita si alzò e guardò l’imperatore. “Ma le tue domande hanno già avuto risposta”.
“Come sarebbe?”, chiese l’imperatore, perplesso. “Se ieri non avessi avuto pietà della mia vecchiaia e non mi avessi aiutato a scavare questi solchi, saresti stato aggredito da quell’uomo sulla via del ritorno. Allora ti saresti pentito amaramente di non essere rimasto con me. Perciò, il momento più importante era quello in cui scavavi i solchi, la persona più importante ero io, e la
cosa più importante da fare era aiutarmi. Più tardi, quando è arrivato il ferito, il momento più importante era quello in cui gli hai medicato la ferita, perché se tu non lo avessi curato sarebbe morto e avresti perso l’occasione di riconciliarti con lui. Per lo stesso motivo, la persona più importante era lui e la cosa più importante da fare era medicare la sua ferita. 

Ricorda che c’è un unico momento importante: questo.
Il presente è il solo momento di cui siamo padroni. La persona più importante è sempre quella con cui siamo, quella che ci sta di fronte, perché chi può dire se in futuro avremo a che fare con altre persone? La cosa che più conta sopra tutte è rendere felice la persona che ti sta accanto, perché solo questo è lo scopo della vita”.

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

sabato 23 dicembre 2017

Regole per Esseri Umani

Mi capita piuttosto frequentemente di imbattermi nel decalogo che posto oggi.
Evidentemente ho bisogno di rinfrescarmi la memoria abbastanza spesso.
Mi sembrava di averlo già pubblicato a suo tempo, ma cercandolo nel blog non ho avuto  riscontro. Nel caso lo avessi già fatto.... abbiate pazienza, comincio ad avere una certa età! (a proposito di memoria).😉

Mi piace immaginare che:

In un luogo segreto del Regno Supremo, in un maestoso palazzo, ci sono Anime che hanno deciso di incarnarsi sulla Terra.
Ogni Anima, quando è pronta ad intraprendere un nuovo percorso nella forma umana, viene chiamata e accompagnata al cospetto del Grande Maestro Capo, la massima autorità incaricata per quel settore, per celebrare questo straordinario evento. 
Il Grande Maestro Capo accoglie personalmente tutte le Anime in partenza nell'ampia Sala dei Ricevimenti, dove ci sono altri Esseri Celesti altrimenti conosciuti come Anime Guida, per la Cerimonia di Commiato.
Iniziano quindi i  festeggiamenti con canti, danze, lodi e doni. 
Vengono distribuiti talenti, buone qualità e libero arbitrio da usare con discernimento quando saranno in transito sulla Terra.
Finalmente arriva il momento del saluto e del commiato, tra gioia e trepidazione.
Ogni singola Anima riceve l'abbraccio del Maestro e una Benedizione speciale. E tra raccomandazioni, rassicurazioni e parole di incoraggiamento, viene informata di quello che, in sintesi, sarà il fondamento della sua nuova vita.
Ecco, ora il viaggio può cominciare... Inizia l'avventura. 
Buona Vita! (mv)



DECALOGO PER L'UMANITA'

1 - Riceverai un corpo, potrà piacerti oppure no, ma anche se non ti piacerà, sarà tuo finchè sarai sulla Terra, impara ad accettarlo, qualunque sia la tua opinione al riguardo.

2 -Apprenderai lezioni, sarai iscritto permanentemente alla scuola della vita, per avere ogni giorno l'opportunità di imparare lezioni importanti. Potrai amare queste lezioni, oppure potrai considerarle stupide ed irrilevanti.

3 - Non ci saranno errori, ma unicamente lezioni. La crescita è un processo fatto di tentativi e dovremo sperimentare gli errori molte volte. Gli esperimenti o le esperienze fallite sono parte del processo, così come le esperienze che ci spingono a lavorare...

4 - La lezione si ripeterà fino a quando non verrà appresa, si presenterà sotto varie forme, e quando l'avrai assimilata, ti sposterai verso la successiva.

5 - Le lezioni d'insegnamento sono un compito senza fine. Non esiste una parte della vita che non contiene insegnamenti. Finchè sarai vivo, ci saranno lezioni da imparare ed insegnamenti.

6 - Penserai sempre che sarebbe meglio trovarsi altrove, piuttosto che dove ti trovi, ma non riuscirai a sentirti bene, fino a quando non capirai che il qui e ora è l'unico luogo in cui dimorare.

7 - Le altre persone sono semplicemente il tuo riflesso. Non è possibile amare o odiare qualcosa in un'altra persona, a meno che essa non rifletta qualcosa che ami o odi in te stesso.

8 - Quello che fai della tua vita è un tuo problema. Disponi di tutti gli strumenti e le risorse necessarie. Cosa ne farai non è una scelta altrui. La scelta è tua.

9 - Le risposte alle domande della vita sono dentro di te. E' sufficiente guardare, ascoltare ed avere fede.

10 -  Dimenticherai tutto questo, quando nascerai su questo pianeta... e nonostante questo, sarà facile ricordarlo se ti connetterai a te stesso attraverso la saggezza celeste.

(alcune fonti attribuiscono il testo a Chérie Carter-Scott, altre ritengono che sia di autore sconosciuto e nella maggioranza dei casi viene pubblicato snza alcun titolo).

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

domenica 3 dicembre 2017

PREGHIERE ESAUDITE


Dio è brusco e pungente nell'esaudire certe preghiere,
E ci getta in faccia ciò per cui abbiamo pregato,
Un guanto di ferro con dentro un dono.
(Elizabeth Barrett Browning)

Secondo Oscar Wilde, ci sono soltanto due tragedie nella vita: non ricevere ciò per cui si è pregato e riceverlo.

“Le preghiere esaudite spaventano”, ammette Julia Cameron nel libro La via dell'artista. “Implicano responsabilità. Sei tu che I'hai chiesto. Ora che ce l'hai, che cosa farai? Perché, altrimenti, I'ammonizione 'Attenti a ciò per cui pregate; potreste riceverlo'? Le preghiere esaudite ci riconsegnano alle nostre mani. E questo non ci mette a nostro agio.”

Molto spesso, la ragione per cui siamo a disagio è che non abbiamo pregato per la cosa giusta, e in fondo al cuore lo sappiamo. Preghiamo per incontrare I'anima gemella invece che per la grazia di diventare la donna che possa attrarre la nostra anima gemella; preghiamo per il successo nel mondo mentre ciò che veramente agogniamo è un senso di realizzazione autentica; preghiamo per avere più soldi mentre ciò che dovremmo fare è cambiare il nostro rapporto col denaro. Preghiamo, perché una certa situazione produca certi risultati mentre dovremmo pregare per avere la pace della mente, quale che ne sia il risultato.
In realtà, le nostre preghiere vengono sempre esaudite. Il fatto è che non ci piace pensare che “no” sia una risposta ragionevole a ogni ragionevole richiesta. Parlando certamente per tutte noi, in The lrrational Season (La stagione irrazionale) la scrittrice Madeleine L’Engle ammette: “I 'no' non ci piacciono; e qualche volta i 'no' di Dio ci piacciono meno di qualsiasi altro 'no'”.

I “no” dello Spirito sono un Sacro Mistero più ancora dei sì”; quando ci si riflette, dopo che le lacrime, la rabbia e le imprecazioni si sono placate, sono più significativi. I “No” di Dio non hanno senso per la nostra mente cosciente e razionale, soprattutto perché siamo convinte di sapere meglio di tutti gli altri che cosa ci occorre. Ma lo sappiamo? Lo sappiamo davvero?

Noi vogliamo un “sì”, ma qualche volta abbiamo bisogno di un “no”. Pensa al pandemonio che si scatenerebbe se rispondessimo di sì a tutte le richieste di un bambino. È spaventoso anche soltanto pensarci. Ma noi siamo figlie della divinità. Non riusciamo nemmeno lontanamente a vedere il quadro complessivo; né pesiamo le nostre richieste con le preghiere degli altri. Allo Spirito arrivano sia le invocazioni per un soleggiato picnic in famiglia, sia le suppliche del contadino per avere la pioggia.

Non puoi immaginare quale sollievo proveresti se smettessi di dare per scontato di possedere tutte le risposte.

Quando le tue preghiere sembrano rinviate o respinte, devi chiedere allo Spirito se stai pregando per la cosa giusta. Eventualmente, chiedi che ti sia rivelata la preghiera giusta. Molto spesso, quando ci viene detto di no, è per concederci più tempo, spazio, saggezza ed esperienza per prepararci al glorioso momento in cui, poiché saremo finalmente pronte, ben disposte e capaci, lo Spirito ci risponderà con un brusco, pungente e inequivocabile “sì!”

Dal libro SEMPLICE ABBONDANZA di Sarah Ban Breathnach - casa editrice Corbaccio

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

mercoledì 15 novembre 2017

Routine di esercizi mentali di Bruce Lee

Torniamo a parlare di Bruce Lee.

Di lui ricordo un film, l'unico che ho visto,tanti e tanti anni fa, e che avrei voluto non vedere in quanto non era, non è il mio genere. Titolo: Cinque dita di violenza.

Per moltissimi anni me ne sono completamente dimenticata, di lui e del film.

Come spesso accade, l'ho riscoperto dopo tantissimo tempo ed è stata una graditissima sorpresa.

Su questo blog avevo già postato le sue 11 fondamentali lezioni. Le troviamo QUI. Andare a rileggere non ci può certo fare male, anzi!

In questo post, invece, vediamo quella che era la routine di esercizi che Bruce Lee eseguiva giornalmente per rafforzare corpo e spirito e che erano alla base del suo stile di vita.

Routine di esercizi mentali



La forza di volontà
Riconoscere che la forza di volontà è la corte suprema di tutti i dipartimenti della mente. Mi eserciterò ogni giorno, quando avrò bisogno dello stimolo per agire per qualsiasi scopo; e formerò come un abito su misura per convertire il potere della mia volontà in azioni e lo farò almeno una volta al giorno.

Le emozioni
Rendermi conto delle mie emozioni positive e negative, crearmi l’abitudine quotidiana di promuovere lo sviluppo delle emozioni positive e aiutarmi a convertire quelle negative in qualcosa di positivo.


La ragione
Riconoscere che le mie emozioni positive e negative sono pericolose se non vengono controllate e guidate per un fine desiderato, depongo tutti i miei desideri, i miei obiettivi ed i miei propositi sotto il potere della ragione e sarò guidato da essa per esprimere tutto questo.

L’immaginazione
Riconoscere la necessità di piani e idee sani per il raggiungimento dei miei desideri, svilupperò la mia immaginazione appellandomi a lei quotidianamente affinché mi aiuti nella formazione dei miei progetti.

La memoria
Riconoscere il valore di una mente vigile e di una memoria attenta, incoraggerò la mia ad essere sempre in allerta preoccupandomi di imprimere chiaramente tutti i pensieri ed i desideri da ricordare, associando questi pensieri ai relativi obiettivi, i quali verranno richiamati alla mente di frequente.

Il subconscio
Riorganizzare l’influenza di mio subconscio sulla mia forza di volontà, mi prenderò cura di sottoporgli un quadro chiaro e preciso del mio scopo principale nella vita e tutti gli effetti secondari che portano al mio scopo principale, manterrò costantemente impressa questa immagine nel mio subconscio e la ripeterò ogni giorno.

La coscienza
Riconoscendo che le mie emozioni spesso sbagliano con il loro eccessivo entusiasmo e la mia facoltà della ragione, spesso, è carente dei sentimenti necessari per permettermi di combinare la giustizia con la misericordia nei miei giudizi, chiedo alla mia coscienza di guidarmi su ciò che è giusto e sbagliato; non mi permetterò mai di mettere da parte il suo verdetto, non importa quale sarà il prezzo per farlo.

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

domenica 29 ottobre 2017

Il bene e il male...

SULLA RELATIVITA' DEL BENE E DEL MALE

"Sono già morto?", chiese l'uomo.
"Già", annuì il Demiurgo senza staccarsi da un grosso libro.
"E adesso...?"
"E adesso devi andare lì". Il Demiurgo indicò con un dito una porta. "Oppure lì", disse indicando un'altra porta poco appariscente.
"Cosa c'è di la?"
"L'Inferno. O il Paradiso. Dipende."

"Ah... Ma dove devo andare io?"
"Da solo non lo sai?" Il Demiurgo alzò il sopracciglio.
"Beh... Che ne so. A secondo delle mie azioni..."
"Hmmm..." il Demiurgo mise il segnalibro e guardò l'uomo.
 "Ok, ok".

Aprì il libro all'inizio ed iniziò a leggere.

"Qui c'è scritto che hai aiutato una vecchia ad attraversare la strada. L'hai fatto?"
"Si".
"Era un'opera buona?"
"Buona, certo"
"Ora vediamo. Cinque minuto più tardi la vecchina fu investita da un tram. Se non l'avessi aiutata, non sarebbe successo e lei avrebbe potuto vivere ancora una decina d'anni."

L'uomo lo guardò, sotto shock.

"Oppure questo. A 23 anni hai partecipato ad una grossa rissa, insieme ad un gruppo di amici."
"Sono stati loro a iniziare!"
"Qui c'è scritto di no. Tu hai rotto il naso e due dita ad un ragazzo di 17 anni. Questo è un bene?"

L'uomo tacque.

"Dopo di che il ragazzo non ha più potuto suonare il violino, e  poteva diventare qualcuno. Hai stravolto la sua carriera."
"Non volevo..."
"Certo. Del resto, il ragazzo odiava il violino. Dopo la vostra rissa si è appassionato al box e poi è diventato il campione del mondo. Continuiamo?"

Il Demiurgo voltò alcune pagine.

"La violenza carnale: era un bene o un male?"
"Non volevo..."
"Era nato un bambino... era diventato un ottimo medico. Ha salvato molte vite umane. Era un bene o un male?"
"Forse si."
"Ha salvato la vita ad un serial killer. Era un bene o un male?"
"Ma..."
"Il killer ha ucciso una donna incinta di un genio. Un bene?"
"Ma..."
" Ma questo grande scienziato, se fosse nato, avrebbe inventato un'arma capace di distruggere la Terra. E questo?"

"Ma io non potevo saperlo! gridò l'uomo.

"Naturalmente. Ecco, sulla pagina 26: hai calpestato una farfalla!"
"E cosa è successo?!"

ILDemiurgo ha aperto il libro  e gli fece leggere alcune righe. L'uomo lesse e i capelli gli si drizzarono sulla testa.

"Terribile...", sussurrò.

"Ma se non l'avessi calpestata, sarebbe successo questo. Leggi questo."
L'uomo lesse e  chiese: "Significa che ho salvato il mondo?"
"Si, 4 volte. Hai calpestato la farfalla, hai spinto un anziano, hai tradito il tuo nemico e hai rubato il borsellino ad una signora. Ogni volta il mondo era sull'orlo del baratro, ma grazie a te, si era salvato."

"Ah... e sull'orlo del baratro... sono sempre stato io?"
"Sempre tu, nessun  dubbio. Quando hai dato da mangiare al gattino randagio e hai salvato uno che affogava."

L'uomo cadde in ginocchio.

"Non ci capisco più niente", pianse. "Tutto ciò di cui ero orgoglioso e tutto ciò di cui mi vergognavo... tutto al contrario, non quello che sembra!"

"Ecco perché sarebbe ingiusto giudicarti a secondo delle tue azioni. Forse, dalle intenzioni... sei tu il giudice."

Chiuse il libro e lo mise via.

"Insomma, quando decidi dove vuoi andare, apri quella porta. Ho da fare.
L'uomo alzò il viso rigato di lacrime. "Ma non so dov'è il Paradiso e dov'è l'Inferno!"

"Scegli tu," rispose il Demiurgo.

(Aleksandr Snezhko)

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah

sabato 21 ottobre 2017

Libro: Buona Cacca a tutti!

Ti piacerebbe seguire un Programma Detox per l'Intestino? Bene!

Tale programma, che dura 10 giorni, si trova all'interno di un nuovo libro, edito da Macro Edizioni, dal titolo simpaticamente augurale:  Buona Cacca a Tutti!
Sottotitolo: Un intestino sano per migliorare la nostra salute fisica e mentale
Autore: Adrian Schulte. Medico. Da più di vent'anni studia i disturbi dovuti alle abitudini alimentari errate.

Un intestino intasato e mal funzionante, tanto per capirci, molto spesso è la causa del nostro malumore, della mente addormentata e del nostro sentirci sottotono... e responsabile di patologie varie. Hai presente quando ci si sente di...cacca? Di merda... diciamolo pure, vah!

Il Dottor Adrian Schulte ideatore di questo metodo di disintossicazione e rigenerazione dell'intestino che dura 10 giorni, ritiene che l'intestino sano dipende da quello che ingeriamo, da cosa, da come e da quanto mangiamo. E dalla scelta degli alimenti con i quali ci nutriamo.

Nonostante l'argomento sia un tantino scabroso e imbarazzante, se non viene trattato in modo ironico e spiritoso, è una cosa che ci riguarda da vicino, tutti quanti, proprio tutti!  Fa parte della nostra quotidianità, così come il mangiare. Così come si ingeriscono gli alimenti, così si espellono gli scarti.

Sembra un tema scurrile, invece è molto serio. Mangiare e cagare...

Pensaci: cosa ti rende più felice di una bella mangiata e di una bella cagata? (non pensarci troppo perchè ti verranno in mente altre cose! spero..., ma limitiamoci all'argomento.) Dopo che ci siamo scaricati, infatti, siamo tutti soddisfatti e stiamo bene, stiamo molto meglio.

E' proprio così che inizia la prefazione del libro: "Ah, che bella cagata!"

L'Autore, dopo averci illustrato la "storia della toilette", ci guida in un interessante viaggio all'interno dell'apparato digerente, ci indica la corretta via da seguire per mantenerci in buona salute e ci mette in guardia da quello che può fare ammalare prima l'intestino e poi noi.

Il libro, naturalmente,  contiene anche consigli pratici e ricette da eseguire facilmente a casa, oltre a suggerimenti sui vari alimenti che fanno bene a noi e alla salute nostro intestino.

Termino il post con un breve, anzi brevissimo, suggerimento che chiude il capitolo dedicato ai sensi: gusto e olfatto.

"In conclusione: nella scelta e nel consumo degli alimenti utilizzate sempre tutti i sensi di cui disponete, non solo avrete più soddisfazione mangiando, ma ne approfitterà anche la vostra salute."

💗 con Gratitudine, con Amore e con Gioia💗 màriah